Certificazioni Cybersecurity: una patente per il Futuro
Fino a pochi anni fa, la sicurezza informatica era percepita come una questione confinata agli uffici tecnici, un insieme di “lucchetti digitali” per proteggere i computer da possibili attacchi esterni. Per questo motivo le certificazioni cybersecurity non erano così diffuse e il loro valore non veniva realmente percepito. Oggi, questa visione è superata. Il mondo cyber è diventato il sistema nervoso della nostra società: dai pagamenti che effettuiamo con lo smartphone alla gestione delle reti elettriche, tutto dipende da un flusso invisibile di dati. Questa totale dipendenza, però, ci rende vulnerabili. Ed ecco perché aumenta sempre di più la necessità di avere una efficace formazione nell’ambito della cybersecurity. Il crimine informatico si è evoluto in un’industria globale estremamente redditizia, capace di colpire non solo le grandi banche, ma anche piccoli ospedali, aziende, organizzazioni e singoli cittadini. Questi sono solamente alcuni esempi di ciò che abbiamo potuto vivere negli ultimi anni, con chiari ricordi per tutti noi.
Proteggerci non significa solo installare un software, ma costruire una vera e propria cultura della difesa. In questo contesto, l’essere umano rimane al centro del problema ma anche della soluzione; è necessario avere persone consapevoli dei pericoli e dei rischi che possono esserci in questo settore ma è necessario avere anche persone che possano risolvere problemi di questo tipo.
In un settore così fluido e caotico, come possiamo distinguere chi possiede davvero le competenze necessarie? La risposta risiede nelle certificazioni informatiche. La loro importanza è fondamentale per diversi motivi:
- Linguaggio Comune: creano uno standard condiviso. Un esperto certificato in Italia e uno in Giappone utilizzano le stesse metodologie e parlano la stessa lingua tecnica. Possono esserci alcune differenze in termini di legislazione e gestione degli approcci, ma se si hanno conoscenze di base tutto risulterà più semplice.
- Garanzia di Qualità: per un’azienda, assumere personale certificato significa affidare le proprie “chiavi di casa” a qualcuno che ha dimostrato di avere le conoscenze necessarie.
- Difesa Dinamica: poiché le minacce alle quali siamo potenzialmente soggetti cambiano ogni giorno, le certificazioni richiedono un aggiornamento costante. Non sono traguardi statici, ma percorsi di studio che ci portano ad avere aggiornamenti costanti. Non si può mai smettere di imparare, in particolar modo in questo settore.
Le certificazioni sono a tutti gli effetti il simbolo di una responsabilità collettiva: quella di rendere il mondo digitale un luogo più sicuro e affidabile per tutti.
A tal proposito tante grandi aziende del settore IT sono collegate anche al mondo delle certificazioni, basti pensare a Cisco, EC-Council, Comptia. In questo articolo approfondiremo dei temi legati ad alcune certificazioni molto richieste al giorno d’oggi.
Come Scegliere la Certificazione Cybersecurity
La cybersecurity non è più una nicchia, ma una necessità strutturale per ogni organizzazione. A causa di questo, il mercato delle certificazioni è diventato estremamente variegato, portando spesso le persone a chiedersi: “Quale certificazione mi darà una marcia in più?”. La risposta corretta, per quanto possa sembrare banale, è che non esiste una certificazione “migliore” in senso universale.
Durante i corsi di formazione che erogo questa domanda è una delle più ricorrenti. Tipicamente l’approccio corretto è capire in che fase della vita si trova una persona, quali sono gli obiettivi e qual è la figura professionale che potenzialmente si vuole diventare.
Una prima scrematura è quella tra un approccio orientato alla difesa, uno standard di mercato per l’hacking etico o un percorso specialistico sulle infrastrutture.
Per capire quale strada intraprendere, è utile proiettarsi nel lavoro quotidiano che si andrà a svolgere.
- Il profilo dell’analista (Blue Team): l’analista può essere visto come il guardiano dell’infrastruttura. Chi sceglie questo ruolo adotta una filosofia basata sulla meticolosità e l’investigazione. Vive la sua quotidianità nel SOC (Security Operations Center), analizzando flussi di traffico, interpretando i log e dando la caccia ad anomalie silenziose.
- Il profilo del tester (Red Team): chi si orienta verso il Red Team abbraccia la filosofia dell’attaccante etico. In questo caso, la priorità è la creatività vengono combinate con la tecnica. Il tester deve trovare falle che nessuno ha ancora notato, per far sì che vengano scoperte in un ambiente sicuro e protetto. È un percorso ideale per chi ha una mentalità curiosa e “fuori dagli schemi”, preferendo la sfida intellettuale di scardinare le difese per dimostrarne la fragilità.
- Il profilo del network security engineer: in questo caso si fa riferimento alla visione strutturale. A differenza degli altri due, questo profilo non si limita a osservare o testare, ma costruisce e pianifica. La sua filosofia è quella della “sicurezza fin dalla progettazione” (tipicamente detto “security by design”). Si occupa di configurare apparati, segmentare le reti e implementare protocolli sicuri.
L’approccio dei Vendor
Una volta note le strade e gli approcci, è il tempo di capire anche come sono orientati i vendor in merito a questo. Parleremo dell’approccio che hanno Cisco ed EC-Council.
Cisco ha un approccio fortemente legato all’operatività e alle infrastrutture. Infatti, la filosofia del vendor è pragmatica: non basta conoscere la teoria, bisogna saper configurare, monitorare e difendere le reti aziendali. Questa metodologia porta spesso ad avere anche delle figure ibride poiché problemi è necessario essere consapevoli di come funzionano strutturalmente protocolli, dispositivi e tecniche di comunicazione per poter riconoscere alcuni problemi. In questo momento storico le certificazioni cybersecurity Cisco maggiormente gettonato sono Ethical Hacking e CyberOps. Con queste due certificazioni l’obiettivo principale è quello di puntare a lavorare come parte di un Blue Team (difesa) o all’interno di un SOC (Security Operations Center), dove la padronanza degli strumenti di analisi dei dati e dei log è fondamentale.
EC-Council, invece, si focalizza sulla mentalità dell’attaccante. Questo approccio viene reso possibile anche grazie al fatto che le certificazioni EC-Council sono vendor-free, cioè non sono legate alle specifiche tecnologie di un vendor. La certificazione di punta è Certified Ethical Hacker (CEH). Quest’ultima mira a insegnare le metodologie di intrusione per permettere ai professionisti di anticipare le mosse dei criminali informatici. L’obiettivo qui non è la gestione quotidiana di una rete specifica, ma la comprensione universale di come un hacker pensa, scansiona e penetra i sistemi. È la certificazione ideale per chi ambisce a ruoli nel Red Team (attacco) e nella consulenza di sicurezza.
In conclusione, possiamo dire che non esiste un vendor migliore di un altro, dato che ognuno si concentra su tematiche e su approcci differenti. Il miglior approccio è quello che garantisce una buona trasversalità, avendo un’idea chiara sulle tematiche sia lato difesa che lato attacco, senza dimenticare le conoscenze assolutamente necessarie come quelle di infrastruttura.
Guida al Corso Cisco Ethical Hacker
Il corso Cisco Ethical Hacker rappresenta una delle risorse più autorevoli per chi intende specializzarsi nella sicurezza offensiva con un approccio metodologico. Cisco ha strutturato un percorso che non si limita a insegnare l’uso di software di attacco, ma forma una mentalità analitica capace di comprendere l’intera architettura della sicurezza informatica. Questo corso riesce a dare un’ottima visione dei concetti appena menzionati e di concetti che vengono anche trattati in altri corsi come CyberOps.
Il corso è disponibile in due versioni:
- Self-study: basta avere un account Netacad (qui per l’iscrizione) per potersi iscrivere gratuitamente a una classe.
- Instructor Led: si può seguire il corso con un istruttore (qui per i dettagli).
La differenza principale tra i due tipi di approccio è che con il corso seguito con un formatore ci sono molti momenti di confronto e di approfondimento, grazie anche all’esperienza degli insegnati stessi.
Obiettivi Didattici
Il nome del corso rende l’idea del target: dare conoscenze sufficienti e necessarie per iniziare il percorso da Ethical Hacker. L’obiettivo, dunque, è la formazione di una figura professionale diventata necessaria al giorno d’oggi.
Cisco pone fortemente l’accento sulla legalità e sulla compliance. Il corso insegna che un hacker etico non è solo un tecnico esperto, ma un consulente che opera entro perimetri legali definiti (che possono variare da stato a stato in base alla legislazione), proteggendo la riservatezza, l’integrità e la disponibilità dei dati (la cosiddetta triade CIA: Confidentiality, Integrity, Availability).
Analisi dei Temi Trattati nel Corso
Il programma è strutturato in moduli progressivi, che aiutano lo studente ad approcciarsi dalle basi fino ai tool e alle tecniche utilizzate per portare avanti delle operazioni tipicamente collegate a test di vulnerabilità. Per essere più precisi i temi trattati riguardano:
- Ricognizione e Intelligence: il corso inizia con l’apprendimento delle tecniche di raccolta informazioni, il primo step che tipicamente gli Ethical Hacker vanno ad eseguire per ottenere informazioni. Gli studenti imparano a utilizzare strumenti di OSINT (Shodan, SpiderFoot, Recon-Ng), utili per la fase di ricognizione. Questa fase include lo studio di tool, del protocollo DNS, l’uso di database pubblici e la comprensione di come le informazioni che sono di pubblico dominio (presenti, per esempio, sui social network) possano essere un punto di partenza per un attacco esterno.
- Scansione della rete e analisi delle vulnerabilità: Il materiale approfondisce l’uso critico di
- Attacchi agli endpoint: una sezione fondamentale è dedicata alla compromissione dei sistemi operativi. Gli argomenti includono:
- Manipolazione dei processi: come i file eseguibili interagiscono con la memoria, classificazione dei vari tipi di malware e come essi possono potenzialmente danneggiare i dispositivi o l’infrastruttura.
- Exploitation: l’uso del Metasploit Framework per lanciare attacchi mirati a servizi che hanno vulnerabilità note, pronte ad essere sfruttate.
- Hacking di applicazioni web e password: data la vasta presenza di servizi che risiedono sul web, il corso tratta in dettaglio le vulnerabilità come l’SQL Injection. Inoltre, vengono esplorate le metodologie di cracking delle password, spiegando la differenza tra attacchi online (brute force) e offline (analisi degli hash).
Materiali e Strumenti di Apprendimento
Cisco offre un’esperienza multimediale e interattiva attraverso la sua piattaforma di e-learning.
- Laboratori su macchine virtuali: in questo corso non c’è solo la teoria ma anche l’applicazione pratica in ambienti virtualizzati dove si usa, ad esempio, Kali Linux per attaccare bersagli Windows e Linux appositamente configurati con vulnerabilità reali.
- Quiz di verifica: ogni capitolo termina con test di apprendimento che prepara lo studente alla logica dell’esame finale. Sono molto utili per rendersi anche conto del livello di preparazione raggiunto in merito agli specifici argomenti.
- Ebook: gli studenti hanno a disposizione tutto il materiale per poter studiare in autonomia, approfondire e ripassare per poi sostenere l’esame di certificazione.
L’Esame di Certificazione
L’esame finale è una prova che si differenzia molto da altre certificazioni del settore. E’ formata da due parti, iniziamo ad analizzare la prima:
- Formato: esame su Netacad, con domande teoriche unite a scenari pratici basati su casi d’uso aziendali.
- Passing score: 70%.
- Domande: 50.
Una volta superato questo esame si ottiene un badge che attesta le conoscenze ottenute in questa parte del corso. Per ottenere il certificato bisogna superare anche la seconda parte, descritta di seguito:
- Formato: è un Capture The Flag che viene svolto su Cisco U. Non sono disponibili dati su percentuali sufficienti per il passaggio dell’esame.
- Descrizione: l’obiettivo è quello di emulare azioni e comportamenti di un malintenzionato che tenta di estrarre informazioni da un sito web e intensificare quelli che sono i punti deboli del sito stesso.
Perché scegliere Ethical Hacker?
Il valore aggiunto di questo corso risiede sicuramente nel nome Cisco. Essendo leader mondiale, Cisco integra la sicurezza direttamente nei protocolli di rete. Studiando questo materiale non si impara solo a “usare un tool”, ma si comprende il perché delle vulnerabilità esistono e come si possono gestire. La rete non è più solo un mezzo di comunicazione, ma il cuore pulsante dell’azienda che va protetto con estrema precisione; quindi, un percorso formativo che si focalizza sulla comprensione profonda dell’infrastruttura utilizzata è un qualcosa di cruciale.
All’interno del CEH di EC-Council
Come anticipato precedentemente, in questo periodo storico la figura dell’Hacker Etico è di fondamentale importanza, data la quantità di pericoli che possono derivare da una scarsa attenzione in termini di sicurezza informatica. In questo scenario, la certificazione Certified Ethical Hacker (CEH) di EC-Council si è imposta come il punto di riferimento globale. Ora vediamo cosa rende questa certificazione così importante, specialmente per chi vuole intraprendere un percorso da penetration tester.
La Filosofia del “Counter-Hacking”
A differenza dei percorsi di sicurezza difensiva tradizionale, che si concentrano sull’installazione di barriere (firewall, antivirus, sistemi di rilevamento), CEH insegna a guardare quelle stesse barriere con l’occhio di chi deve superarle. Quindi l’ottica del corso è quella di pensare proprio come penserebbe un attaccante per violare i sistemi di interesse.
Il corso non è una semplice lista delle varie vulnerabilità, ma è un viaggio per ottenere la consapevolezza necessaria per potersi affacciare in un questo mondo.
Un Percorso Didattico in 20 Moduli
Il curriculum del CEH è uno dei più vasti e completi nel settore. È strutturato in 20 moduli creati per seguire fedelmente le fasi di un attacco reale.
Ecco una sintesi degli argomenti principali (visita la scheda corso per leggerli per esteso):
- L’Arte del Footprinting: tutto inizia con la raccolta di informazioni. Il materiale didattico guida l’utente attraverso l’OSINT (Open Source Intelligence), insegnando come estrarre dati sensibili da fonti pubbliche, social media e registri DNS.
- Scansione e analisi della rete: dopo aver ottenuto informazioni base sul bersaglio è il momento di ottenere informazioni sulla rete. Si utilizzano come Nmap per scoprire porte di servizi aperte e host presenti sulla rete.
- System Hacking: in questa fase si impara come “bucare” il sistema. Gli argomenti spaziano dal cracking delle password alla Privilege Escalation, fino al mantenimento persistente dell’accesso tramite backdoor e gli attacchi riguardanti la parte web (server, applicazioni, database etc.)
- Tecniche di evasione: fondamentali per essere consapevoli dell’esistenza di tecniche per poter evadere al controllo di firewall, IDS e honeypot.
- Vettori Moderni (Web, Cloud e IoT): l’ultima versione di CEH (v13) ha ampliato enormemente il focus sulle tecnologie emergenti. Una sezione estesa è dedicata alla OWASP Top 10 per le applicazioni web, alla sicurezza delle infrastrutture Cloud (AWS, Azure) e alle vulnerabilità dei dispositivi IoT. Per quest’ultima categoria l’attenzione deve essere sempre molto alta data la facilità con la quale tipicamente vengono attaccati, a causa la scarsa attenzione in termini di difesa posta nei loro confronti.
Materiale Didattico
Lo studente può approcciarsi al corso seguendolo con un istruttore oppure seguendo le videolezioni disponibili all’interno della piattaforma di EC-Council. La differenza sostanziale è che le videolezioni sono in inglese e possono risultare difficoltose per utenti che non hanno una buona padronanza della lingua. Inoltre, i corsi tenuti da un formatore garantiscono l’interazione tra studente e docente, con la possibilità di sfruttare l’esperienza acquisita sul campo dall’istruttore.
EC-Council fornisce accesso agli iLabs, un ecosistema di macchine virtuali basate su cloud che permette agli studenti di esercitarsi su una larga scala di strumenti di hacking in un ambiente sicuro e controllato. Questo è sicuramente uno dei grandi punti a favore di questa certificazione che fa della pratica e del testing i suoi punti cardine.
Il materiale non si limita a manuali teorici (che pure coprono migliaia di pagine di dettagli tecnici), ma include centinaia di scenari di laboratorio. L’aspirante hacker etico può testare la potenza di Metasploit, analizzare il traffico con Wireshark o lanciare attacchi di SQL Injection contro database vulnerabili. Questa grande quantità di pratica permette allo studente di acquisire quella “memoria muscolare” necessaria per poter intraprendere in maniera eccellente questo percorso di vita. La student guide che viene rilasciata con il corso è molto utile ed esaustiva, il suo studio approfondito è fondamentale per poter sostenere l’esame di certificazione.
L’Esame: Una Doppia Validazione
La certificazione CEH si distingue per il suo rigoroso processo di valutazione, diviso in due momenti distinti che insieme formano il titolo di CEH Master:
- CEH: esame teorico composto da 125 domande a scelta multipla che mette alla prova la conoscenza dei protocolli, degli standard legali e della logica degli attacchi. Questa prova è impegnativa perché necessita molte ore di studio, collegate a una grande consapevolezza dei temi trattati durante il corso. Nulla può essere lasciato al caso e trattato come argomento “secondario”.
- CEH Practical: esame pratico composto da 20 quesiti da risolvere in 6 ore. Qui la chiave è aver effettuato abbastanza esercitazioni ed avere una buona manualità a livello di comandi e chiarezza a livello di approccio.
L’esame può essere svolto da remoto (proctorato online), in un testing center EC-Council oppure in un centro Pearson Vue.
Perché Scegliere il CEH oggi?
Mentre altre certificazioni sono legate a specifici produttori di hardware (come Cisco), CEH è vendor-neutral. Questo significa che le competenze acquisite sono universali: che un’azienda utilizzi sistemi Windows, Linux, macchine virtuali o infrastrutture cloud, la metodologia del CEH rimane valida.
L’approccio hands-on garantisce quindi una grande consapevolezza di come effettivamente si portano avanti attacchi, imparando a scansionare, enumerare e violare sistemi per comprendere quelle che sono le debolezze strutturali.
Conclusioni
In definitiva, il corso Certified Ethical Hacker di EC-Council è molto più di una certificazione; è un percorso che richiede dedizione, ore di pratica e una curiosità insaziabile verso il funzionamento profondo della tecnologia. I dati relativi alla percentuale di impiego o di promozione dopo aver ottenuto questa certificazione sono davvero importanti, come potete vedere qui.
In un panorama digitale dove le minacce sono sempre più sofisticate, ottenere la certificazione CEH (Certified Ethical Hacker) rappresenta un punto di svolta per la propria carriera. Parallelamente, il percorso Ethical Hacking di Cisco aggiunge una solida base infrastrutturale, unendo l’arte della penetrazione alla robustezza delle reti leader di mercato.
Tuttavia, è fondamentale riconoscere che il settore della sicurezza informatica offre percorsi graduali per ogni livello di competenza. Per chi desidera iniziare da zero esistono certificazioni adeguate e con un costo anche più contenuto:
- Cisco CCST Cybersecurity: la certificazione ideale per i neofiti, che introduce ai concetti base della protezione dei dati e delle reti senza richiedere esperienza pregressa.
- Ec-Council NDE: il corso Network Defense Essentials è un punto di partenza per chi vuole imparare la parte di configurazione firewall, gestione delle VPN e monitoraggio del traffico di rete.
- Cisco CyberOps Associate: un gradino più in alto, focalizzato sulle operazioni tattiche di un Security Operations Center (SOC), perfetto per chi vuole imparare a monitorare e rispondere agli incidenti in tempo reale.
- Ec-Council CCT: scelta più elevata di queste ultime proposte, questa certificazione è ideale per iniziare a creare un forte collegamento tra le conoscenze teoriche e quelle pratiche.
In conclusione, mentre la CEH rimane l’obiettivo d’eccellenza per chi aspira al penetration testing professionale, iniziare con certificazioni entry-level permette di costruire step by step una carriera solida e strutturata.

