Cisco 360 Partner Program

Guida Completa al Cisco 360 Partner Program: Certificazioni, PVI e Corso Cisco DTCSM

In questo articolo spiegheremo in cosa consiste il Cisco 360 Partner Program e per quale motivo è fondamentale l’esame Cisco DTCSM per ottenerlo. Il Cisco 360 Partner Program è la nuova partnership pensata da Cisco per premiare le realtà migliori del proprio ecosistema. Illustreremo quali sono i vantaggi più importanti del programma, la sua suddivisione e come aumentare il proprio livello di partnership. Per farlo è importantissimo avere nel proprio organico delle figure in possesso della certificazione Cisco Customer Success Manager (CSM). Tutto ciò può consentire di ottenere vantaggi strategici per la propria azienda e il suo business. 

Introduzione

Il panorama tecnologico globale sta attraversando una metamorfosi senza precedenti. L’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa, la transizione verso modelli di consumo ad abbonamento (subscription) e la necessità di risultati di business misurabili hanno spinto Cisco a ridefinire completamente il modo in cui collabora con il suo ecosistema di partner. Il risultato è il Cisco 360 Partner Program, lanciato ufficialmente il 25 gennaio 2026. Si tratta di un framework progettato per accelerare lo scambio di valore e rispondere alle esigenze evolutive dei clienti moderni.

In questo articolo esploreremo ogni dettaglio del Cisco 360 Partner Program, dai concetti base per chi si avvicina per la prima volta al brand, fino alle strategie per potenziare il punteggio della propria azienda nelle aree tecnologiche chiave.

Come funzionava la partnership Cisco in passato

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Per decenni, il programma partner di Cisco era segmentato in ruoli rigidi (come Gold, Premier o Select) e focalizzato prevalentemente sulle transazioni hardware. Il Cisco 360 Partner Program rompe questo schema. La visione di Cisco è quella di creare un unico ecosistema dove il successo è condiviso fra vendor, partner e cliente.

Prima del passaggio al Cisco 360 Partner Program (avvenuto ufficialmente tra fine 2024 e inizio 2026), il sistema di partnership di Cisco era basato su una struttura piramidale e architetturale, focalizzata principalmente sul volume di vendita e su certificazioni tecniche specifiche.

Ecco i pilastri principali di come funzionava il programma precedente.

I Livelli di Certificazione (Tiers)

Il prestigio e i benefici di un partner erano definiti da quattro livelli principali, basati sulla profondità delle competenze dei proprio dipendenti e sulla diffusione territoriale del proprio raggio d’azione.

  • Select: il livello d’ingresso, pensato per le piccole e medie imprese (PMI). Richiedeva certificazioni di base.
  • Premier: un livello intermedio che sbloccava maggiori sconti e incentivi, richiedendo specializzazioni più avanzate.
  • Gold: un livello avanzato che richiedeva un numero elevato di esperti altamente qualificati (CCIE), capacità di supporto 24/7 e una profonda integrazione dei processi all’interno dell’ecosistema Cisco.
  • Global Gold: riservato ai partner con una presenza massiccia e uniforme sul mercato globale.

Le specializzazioni architetturali

Mentre il nuovo programma 360 si concentra su soluzioni e obiettivi di business (outcomes), il vecchio sistema era suddiviso in architetture. I partner dovevano dimostrare competenza in silos tecnologici specifici:

  • Enterprise Networking (Switching, Routing, Wireless).
  • Security (Firewall, VPN, Endpoint).
  • Collaboration (Webex, telefonia IP).
  • Data Center (Server UCS, Hyperflex).

I ruoli del partner

Il programma precedente classificava i partner in base al loro modello di business primario:

  • Integrator: chi vendeva e installava l’hardware (il modello classico).
  • Provider: focalizzato sui servizi gestiti (Managed Services).
  • Developer: chi sviluppava software o app basandosi su piattaforme Cisco.
  • Advisor: consulenti strategici.

Il Sistema di Incentivi (VIP e Perform Plus)

Il motore economico del vecchio programma era basato su due benefit principali:

  • VIP (Value Incentive Plan): un sistema di rebate (rimborsi) semestrale che premiava i partner che vendevano tecnologie considerate strategiche da Cisco.
  • Perform Plus: destinato ai partner più piccoli, premiava la crescita costante del fatturato su base trimestrale.

Le novità principali

Cisco Lyfecicle Journey

Il passaggio al Cisco 360 ha segnato la fine dell’era incentrata sulla transazione (quanto vendi) a favore dell’era del valore (quale risultato ottiene il cliente). Prima del 2026, essere un partner Cisco significava scalare una gerarchia di prestigio basata su quanto volume d’affari (principalmente riguardo l’hardware) l’azienda era in grando di generare e quanti tecnici certificati aveva nel proprio organico. Oggi, il sistema premia chi accompagna il cliente per tutto il ciclo di vita del prodotto e chi contribuisce ad aiutarlo a raggiungere i propri obiettivi di business. Per sottolineare l’importanza di questi aspetti, il vendor ha attribuito un ruolo molto importante a figure certificate come Cisco Customer Success Manager (dopo aver superato l’esame DTCSM).

Per comprendere appieno la portata della trasformazione che Cisco ha attuato, è utile analizzare nel dettaglio come i vecchi pilastri del programma partner siano stati completamente ripensati per riflettere un mercato sempre più orientato al software e ai servizi.

Dai badge ai livelli di competenza

Nel sistema precedente al 2026, l’identità di un partner era definita dai badge “storici” come Gold, Premier e Select. Questi titoli erano fortemente legati alla dimensione dell’azienda e alla sua capacità di acquisto.

Con il Cisco 360 Partner Program, l’identità si sposta sulla specializzazione pratica. Le nuove designazioni, come Portfolio Partner e Preferred Partner, non indicano più principalmente su quanto è grande un partner, ma valorizzano quanto è profonda la sua competenza in una specifica soluzione (Security, Networking, Cloud, Collaboration, ecc.). Un partner può essere Preferred in un ambito e semplicemente Portfolio in un altro, offrendo al cliente finale una maggiore trasparenza sulla sua reale esperienza.

Con questa ridefinizione del Partner Program, diventa più chiaro per i clienti finali individuare chi sa fare cosa.

Dunque, gli attuali livelli di partnership sono:

  • Cisco Partner: la designazione base per chi è accreditato, attesta la capacità di trattare soluzioni Cisco e di supportare il cliente durante tutto il ciclo di vita dei prodotti.
  • Cisco Preferred Partner: il livello avanzato per chi dimostra competenze tecniche profonde e un ampio successo documentato con i clienti in una determinata area, nonché una solida pratica di lifecycle ed elevati investimenti nel supporto ai clienti.

Il titolo di “Cisco Gold” non è sparito, ma è diventato un livello di riconoscimento che va oltre le singole soluzioni e aree tecnologiche. Mentre le designazioni Portfolio e Preferred si applicano alle singole specializzazioni (es. “Preferred Partner for Security”), il titolo Gold rimane il riconoscimento massimo per i partner che raggiungono l’eccellenza in più aree e mantengono standard di servizio elevatissimi. In pratica, il livello Gold raggruppa i partner che ottengono numerose designazioni Preferred.

Dalla transazione al valore del ciclo di vita del cliente

Storicamente, il rapporto tra Cisco e i suoi partner era dominato dalla transazione hardware. L’obiettivo principale era la vendita di macchine (switch, router, server). Una volta consegnato il prodotto, il compito del partner era considerato concluso fino al successivo aggiornamento tecnologico.

Oggi, il focus si è spostato sugli outcomes (risultati di business) e sul customer value. Non conta più solo vendere una licenza software, ma garantire che il cliente la utilizzi appieno (adoption) e che ne tragga un beneficio tale da volerla rinnovare (renewal). Il partner non è più un semplice fornitore, ma un compagno di viaggio che si prende cura del successo continuo del cliente. Per questo motivo per l’ottenimento della partnership non basta più avere figure tecniche o dedicate alla vendita. Diventano fondamentali i ruoli del Customer Success Manager e del Renewals Manager, con i relativi esami DTCSM e RM, che approfondiremo più avanti.

Dai silos alle soluzioni

Le vecchie specializzazioni architetturali obbligavano i partner a lavorare in “silos”: ad esempio, chi si occupava di security spesso non parlava con chi gestiva il data center.

Il nuovo programma promuove invece soluzioni basate sui risultati. In un mondo dove il cloud e il software definiscono la rete, le competenze devono essere trasversali. Il sistema attuale premia la capacità di integrare diverse tecnologie per soddisfare un’esigenza specifica del cliente, eliminando le barriere tra le vecchie architetture rigide.

Metriche: dal fatturato al Partner Value Index (PVI)

Questa è forse la trasformazione più radicale. In passato, per scalare i livelli di partnership, le metriche erano quasi esclusivamente quantitative: certificazioni tecniche (numero di dipendenti con esami superati) e volume di fatturato.

Il nuovo programma introduce il PVI (Partner Value Index). Si tratta di un sistema di punteggio multidimensionale che valuta il partner su un perimetro molto più ampio, includendo diversi aspetti

  • Performance: il fatturato rimane, ma è solo una parte del tutto.
  • Competenza: non solo certificazioni, ma capacità dimostrata di implementazione.
  • Customer Success: feedback dei clienti e tassi di adozione del software.
  • Sostenibilità: capacità di gestire il riciclo dell’hardware
  • Innovazione: sviluppo di proprietà intellettuale (software o servizi) all’interno delle API di Cisco.

Unificazione degli incentivi

Il nuovo Cisco Partner Incentive consolida programmi storici come VIP, Perform Plus, CSPP e Lifecycle Incentives 2.0 in una struttura semplificata e prevedibile che premia l’intero ciclo di vita del cliente: Land (vendita), Adopt (adozione) e Grow (crescita).

In definitiva, il passaggio dal vecchio modello al Cisco 360 rappresenta il passaggio da un’economia di possesso (vendita di asset fisici) a un’economia di utilizzo e risultato (abbonamenti e servizi gestiti). Per un partner, questo significa che la stabilità finanziaria non deriva più solo dallo sconto all’acquisto, ma dalla qualità del servizio erogato durante l’intero ciclo di vita del prodotto.

Il Partner Value Index (PVI)

Il Cisco 360 Program introduce nuove metriche che riflettono la profondità dell’expertise di un partner in specifici portfolio tecnologici. I due livelli principali di riconoscimento che abbiamo presentato in precedenza sono basati sul punteggio PVI accumulato dal partner nei singoli ambiti che vedremo nel dettaglio più avanti.

Il cuore del programma, dunque, è il Partner Value Index (PVI). Si tratta di un indice che misura oggettivamente la capacità del partner di generare valore attraverso quattro categorie di metriche:

  1. Foundational (25%): valuta la maturità della pratica di lifecycle e dei servizi gestiti.
  2. Capabilities (25% – 45%): misura l’investimento in competenze tecniche, formazione continua e certificazioni in linea con il portfolio.
  3. Performance (20%): analizza la capacità di acquisire, mantenere, espandere e far crescere la base clienti.
  4. Engagement (10% – 30%): premia il coinvolgimento del partner lungo tutto il viaggio del cliente per favorire l’uso delle tecnologie e i rinnovi.

Il “peso” di ciascuna delle quattro metriche varia in base a quale dei nove ambiti tecnologici o di expertise si prende in considerazione

I nuovi livelli del Cisco Partners Program 360

Cisco (Portfolio) Partner (PVI 5.0 – 7.4)

Questa designazione viene sbloccata quando un partner raggiunge un punteggio minimo di 5.0 in un determinato indice di valore (es. Cisco Security Partner). Indica che il partner possiede competenze tecniche e di vendita dimostrate, sulla base delle certificazioni detenute dai suoi dipendenti. Inoltre, questo riconoscimento indica che l’azienda ha un livello di maturità di base nella gestione delle pratiche inerenti il ciclo di vita dei propri clienti. Diventare Cisco Partner vuol dire avere accesso a sconti base, alla piattaforma dCloud e al marketing toolkit.

Cisco Preferred (Portfolio) Partner (PVI 7.5 – 10.0)

Il livello Preferred è riservato ai partner d’eccellenza che raggiungono un PVI di almeno 7.5. Questi partner godono di benefici superiori, tra cui, incentivi e rebate più elevati tramite il Cisco Partner Incentive e accesso esclusivo ad alcune specializzazioni. In particolare, una volta ottenuto la qualifica di Preferred Partner in un determinato portfolio, l’azienda può completare il proprio percorso accedendo alla relativa Next Gen Specialzation, come illustreremo a breve.

Questo tipo di partnership dà diritto al supporto prioritario nel Competitive Win Center e ad alcune licenze annuali Cisco U in omaggio.  

Le nove aree di expertise del Cisco 360 Partner Program

Cisco 360 Partner Program

Il programma è strutturato attorno ai principali portfolio di Cisco, permettendo ai partner di specializzarsi dove risiede il loro core business. Attualmente esistono nove aree di expertise (Value Indexes):

  1. Networking: Connettività sicura, resiliente e guidata dall’IA.
  2. Cloud & AI Infrastructure: Modernizzazione del data center per l’era dell’IA.
  3. Security: Protezione end-to-end con un approccio platform-first.
  4. Collaboration: Esperienze di lavoro ibrido e contact center potenziati dall’IA.
  5. Splunk: Osservabilità e sicurezza dei dati (in fase di integrazione completa).
  6. Services: Valore consulenziale e supporto lifecycle dei propri clienti
  7. Mass-Scale Infrastructure: Dedicata ai service provider (attualmente definita come coming soon).
  8. Developer: Per i partner che costruiscono soluzioni personalizzate su API Cisco (a partire dal 2027).
  9. Advisor: Per i consulenti strategici che guidano la trasformazione digitale (a partire dal 2027)

Per scalare i vertici del PVI, i partner devono seguire percorsi di crescita specifici. Analizziamo come “potenziare” il proprio punteggio nelle quattro aree principali.

Networking Partner Value Index

Foundational (25%)

I punti disponibili in questo indice vengono assegnati per metà in base al proprio livello di maturità nei servizi gestiti e per metà nella propria capacità di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di business del proprio cliente (Customer Success Practice Maturity). Nella prima voce conta molto l’adozione di strumenti come Calalyst SD-Wan, Meraki e SASE. Per quanto riguarda la seconda, invece, è necessario avere in organico delle figure in possesso delle certificazioni Cisco CSM – Customer Success Manager (DTCSM 820-605) e Renewals Manager (esame 700-805). Oltre a ciò, bisognerà presentare al vendor dei casi di successo in cui si è contribuito al raggiungimento degli obiettivi di business dei propri clienti. Gli indicatori di cui sopra concorreranno a definire il livello di maturity: basic, intermediate o expert.

Capabilities (45%)

Le certificazioni tecniche pesano per il 60% in questa categoria, il restante 40% è assegnato in base a quelle Black Belt. Un CCIE Enterprise Infrastructure, Service Provider o Wireless conferisce dieci punti, un CCNP Enterprise tre punti e un CCNA un punto. È fondamentale abbinare queste certificazioni a due corsi Black Belt Stage 3 per massimizzare il punteggio.

All’interno di questo portfolio valgono un punto anche la certificazione entry-level CCST Networking e la specialist Cisco Meraki Solutions (ECMS).

Performance (20%)

Questo indicatore valuta la capacità di vendita del partner in modo diverso dal passato. I punteggi vengono assegnati sulla base della crescita di ACV (Annual Contract Value) e TCV (Total Contract Value), ponendo l’accento sulla valorizzazione delle revenue ricorrenti. Vengono, inoltre, prese maggiormente in considerazione le transazioni concretizzate attraverso i Buying Programs di Cisco. Si tratta dei programmi che il vendor ritiene maggiormente profittevoli poiché in grado di creare una relazione duratura con il cliente. I principali sono Enterprise Agreements (contratti pluriennali che coprono l’intera suite software di un cliente) Managed Services – MSLA (accordi specifici per i partner che offrono servizi gestiti).

Engagement (10%)

Indica la fedeltà del proprio cliente e si basa su due fasi cruciali. La prima è quella dell’onboarding, in cui il partner deve assicurarsi che il cliente installi e inizi a usare la soluzione. La seconda è quella dell’adozione, in cui il partner deve accertarsi che il cliente sfrutti al massimo le funzioni di ciò che ha acquistato. Fondamentale tracciare ogni progresso del proprio cliente all’interno della PXP (Partner Experience Platform), di modo tale da darne visibilità anche al vendor.

La Next Gen Specialization correlata a questo portfolio è quella in Secure Networking. Copre soluzioni che fondono rete e sicurezza, come SASE (Secure Access Service Edge), SD-WAN avanzata e segmentazione della rete basata sull’identità.

Cloud & AI Infrastructure Partner Value Index

Foundational (25%)

Anche qui il punteggio è diviso a metà fra Customer Success Practice Maturity (con gli stessi parametri indicati per il Networking) e Managed Services Practice Maturity. In questo caso bisognerà promuovere l’utilizzo di servizi AI-Ready per i Data Center. Inoltre, dovranno esserci in azienda almeno due dipendenti certificati CCNP o CCIE Data Center che abbiano completato tutti i corsi di formazione obbligatori. Dunque per questo portfolio, le certificazioni tecniche vengono prese in considerazione all’interno di due indicatori differenti.

Capabilities (45%)

La suddivisione del “peso” anche in questo caso è del 60% per le certificazioni tecniche e del 40% per le Black Belt. Vengono assegnati dieci punti per le CCIE Data Center, Enterprise e Security, tre per le CCNP nei medesimi ambiti, uno per la CCNA e gli esami Specialist (se non abbinati al relativo esame Core che conferisce il titolo di CCNP).  I corsi Black Belt utili sono quelli negli ambiti di data center e Artificial Intelligence.

Performance (20%)

Viene valutata la crescita del valore annuale dei contratti e degli accordi ricorrenti con grande importanza alle transazioni realizzate tramite i buying programs. Un quarto del punteggio, inoltre, è riservato ai profitti generati da alcuni prodotti specifici dell’ambito come UCS 885A o Nexus 9364E).

Engagement (10%)

Il funzionamento è lo stesso dell’indicatore analizzato per il Networking.

La specializzazione avanzata è “Secure AI Infrastructure”. Si tratta di progettazione di infrastrutture pronte per l’AI (GPU-ready), gestione dei carichi di lavoro intensivi e sicurezza integrata a livello di calcolo e storage. Di grande importanza per la gestione di data center moderni di grandi dimensioni.

Security Partner Value Index

Per l’ambito Security le logiche sono del tutto simili a quelle del settore Networking. Il peso dei fattori che concorrono al punteggio all’interno dei quattro indicatori è il medesimo. Ci sono, ovviamente, differenze che riguardano prodotti e servizi da proporre ai clienti. Allo stesso modo, le certificazioni valutate in “Capabilities” sono quelle specifiche degli ambiti Security e Cybersecurity. Dunque la CCIE Security assegnerà 10 punti, mentre ogni CCNP Security e CCNP Cybersecurity varrà 3 punti. Un punto per la CCNA, la CCNA Cybersecurity (precedentemente nota come CyberOps), gli esami specialist ma anche per la certificazione entry level CCST Cybersecurity.

Le specializzazioni di questo portfolio riguardano soprattutto la resilienza digitale e la risposta rapida alle minacce. Ci si concentra sulla protezione di endpoint, reti e applicazioni in ambienti multi-cloud.

Collaboration Partner Value Index

Foundational 25%

L’indicatore Foundational ha di fatto lo stesso funzionamento e lo stesso “peso” degli ambiti visti in precedenza

Capabilities 25%

Questo indicatore ha un peso differente rispetto ai casi precedenti. Cambia anche la sua composizione:

  • 30% Black Belt Certifications
  • 40% Career Certifications: dieci punti per la CCIE Collaboration, tre per la CCNP Collaboration, uno per la nuova CCNA Automation (ex DevNet Associate) e per la certificazione entry level CCST – It Support. In questo portfolio la CCNA (200-301) non viene valutata.
  • 30% Cisco Powered Services: il focus è sui servizi gestiti e sulla capacità di fornire al cliente soluzioni “chiavi in mano” specialmente quelle che integrano l’AI.

Performance 20%

Il focus è sempre sulla crescita delle revenue annuali e ricorrenti. Gli introiti generati da alcune soluzioni specifiche con ad esempio Webex Sandoboxes viene preso particolarmente in considerazione.

Engagement 30%

Proprio a causa delle peculiarità delle soluzioni di collaboration, questo indicatore viene tenuto maggiormente in considerazione. Fra i tool utili troviamo Webex Adoption Resources e Webex Control Hub, oltre alla PXP Dashboard.

Le Next Gen Specialization si concentrato sull’integrazione fra i vari strumenti Cisco per il lavoro ibrido e l’intelligenza artificiale, oltre che sulla creazione di ambienti ultra-sicuri per lo smart working.

Il Customer Success Manager (CSM) e il Renewals Manager (RM)

Cisco Customer Success Manager

Indipendentemente dalla tecnologia scelta, la categoria Foundational del PVI richiede una grande capacità di concorrere al Customer Success. Per dimostrare di possederla sarà necessario documentare i propri processi e i casi di maggior successo. Bisogna, inoltre, avere delle figure certificate, imprescindibili per accumulare punti in questa categoria comune a tutti i portfolio.

Cisco Renewals Manager

Si tratta di una figura specializzata nella retention del cliente, nell’evitare l’abbandono e nel garantire un rapporto il più duraturo possibile con esso. L’esame (codice 700-805) per ottenere tale qualifica ha una durata di 90 minuti con un numero di domande compreso fra 30 e 50. Può essere svolto comodamente da casa o dall’ufficio, per prepararsi esiste un percorso apposito su Black Belt Academy.

Clicca qui per il dettaglio degli argomenti dell’esame.

Cisco Customer Success Manager

Il CSM è la figura strategica che assicura che il cliente utilizzi le soluzioni acquistate per ottenere i risultati di business che si era prefissato. Potremmo definirlo un consulente di fiducia che fa da ponte tra le esigenze commerciali del cliente e le soluzioni tecniche del partner. Secondo i principi che hanno portato alla nascita del Cisco 360 Partners Program, il Customer Success Manager è fondamentale per gestire l’intero ciclo di vita del cliente, aiutandolo a realizzare il valore massimo dalle soluzioni acquistate.

L’esame per ottenere questa certificazione (codice 820-605) ha una durata di 90 minuti e deve essere sostenuto tramite Pearson Vue, in un centro specializzato oppure online. Per prepararsi adeguatamente si può seguire un corso Cisco DTCSM live con istruttore oppure un training on demand.

Clicca qui per consultare nel dettaglio gli argomenti dell’esame.

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